Fondazione Mezzogiorno Tirrenico: modifiche dello Statuto e avanzamento del Programma

30.12.2014

 a cura di Confindustria Campania

 

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Mezzogiorno Tirrenico ha approvato alcune ipotesi di modifica dello statuto avanzate dal Presidente della Fondazione Giuseppe Rosa. Inoltre, con l’approvazione del bilancio consuntivo per il 2014,  ha fatto il punto sull’avanzamento del programma e sull’attività svolta nel corso degli ultimi mesi.

Con riferimento al primo aspetto, il Presidente Rosa, nel presentare le ipotesi di modifica al Consiglio ,  ha tenuto a sottolineare come già nelle fasi di avvio del suo impegno avesse considerato questo tema come condizione indispensabile per  il rilancio della Fondazione.

Vanno, infatti, tenuti presenti i profondi cambiamenti intervenuti da 2003, anno di costituzione della Fondazione, nello scenario economico:  è cresciuta via via di velocità una inequivoca tendenza alla deindustrializzazione  (tra il 2008 e il 2013 l’industria meridionale ha perso il 28% del prodotto e il 53% degli investimenti, più del doppio rispetto al Centro Nord);  non c’è traccia di un’organica politica industriale capace di riportare, sia pure con gradualità,  la quota del settore manifatturiero sui livelli medi europei; è cambiata radicalmente anche la situazione del sistema di incentivazione, con una drastica contrazione  delle agevolazioni concesse  (dagli 8,5 miliardi del 2006, si è scesi al miliardo e mezzo del 2012).

Di qui l’opportunità che le disposizioni statutarie  venissero aggiornate e  che la stessa mission della Fondazione venisse resa coerente  con le nuove tendenze dello scenario  economico e con il nuovo assetto delle politiche di coesione.

La Fondazione nacque  con l’obiettivo di favorire lo sviluppo attraverso il sostegno della progettualità in tutti i settori dell’economia reale. Tale obiettivo va preservato, ma va affiancato da un più intenso sforzo di  far convergere  le iniziative verso  un più deciso rafforzamento della capacità di partecipazione del mondo associativo  alle diverse fasi del ciclo di programmazione dei fondi destinati al rilancio del Mezzogiorno .  In particolare, è al nuovo ciclo di programmazione  per il 2014-20 che le attività della Fondazione dovranno fare costante riferimento, oltre che con il sostegno alla progettualità, come prevedevano le disposizioni originarie delle statuto, anche con apporti di idee, proposte, soluzioni operative , fornendo strumenti di supporto decisionale più rispondenti agli interessi delle imprese negli ambiti ritenuti strategici.

Alla luce di queste considerazioni, le modifiche approvate   (v. allegata la nuova formulazione dello statuto) recepiscono, in sintesi,  i seguenti principi:

  • nuovo oggetto fondativo per meglio rispondere  alle esigenze del territorio nel mutato scenario economico;
  • maggiore enfasi alla qualifica dei soci sostenitori, tenuto anche conto delle sollecitazioni provenienti dai soci fondatori ( Monte dei Paschi di Siena,  Associazioni industriali campane, Intesa Sanpaolo, Unioncamere Campania);
  • eliminazione del Comitato di indirizzo e controllo e previsione di un Comitato tecnico per il programma;
  • semplificazione della gestione e razionalizzazione delle funzioni e delle regole di governo

 

Con riferimento all’attività svolta nel corso degli ultimi mesi,  il prof. Rosa ha illustrato in dettaglio lo stato di avanzamento del programma avviato a luglio dello scorso anno, soffermandosi anche su talune problematiche di tipo organizzativo e gestionale che è stato necessario risolvere per assicurare una piena realizzazione degli scopi sociali.

Come riportato in dettaglio nella Relazione sulla missione della Fondazione (v. allegato) sono in avanzate fase di esecuzione  i progetti relativi alle politiche di industrializzazione del Mezzogiorno, con riferimenti all’esperienza  internazionale (a cura del prof. Gianfranco Viesti); all’analisi della domanda di sostegni da parte delle imprese campane ( a cura del CER);  alla definizione di un ambito applicativo – quello dei beni culturali - della specializzazione intelligente in Campania (a cura di un gruppo di lavoro, comprendente Confindustria, SRM, Università della Calabria);  alla “mappatura” delle infrastrutture necessarie per potenziare lo sviluppo lungo l’asse Benevento-Avellino-Salerno (a cura delle rispettive Associazioni territoriali);  alla progettazione di un parco dell’areospazio a Caserta dedicato alla divulgazione tecnico-scientifica secondo le più moderne logiche dei parchi a tema ( a cura del Comitato del Parco dell’Areospazio). La conclusione di queste attività è prevista a cavallo della prossima pausa estiva.

I primi risultati del progetto sulle politiche di industrializzazione  sono stati illustrati dal prof. Viesti nel corso di un seminario organizzato nei giorni sorsi presso l’Unione Industriali di Napoli. Nella stessa occasione la prof.ssa  Paola De Vivo dell’Università di Napoli Federico II  ha presentato lo studio L’industria meridionale oltre la crisi: politiche nazionali ed opportunità europee.

La ricerca,  finanziata dalla Fondazione e realizzata della prof.ssa De Vivo per conto dell’Unione di Napoli, analizza,  alla luce degli ultimi dati censuari, le caratteristiche strutturali del comparto manifatturiero campano, le specializzazioni produttive e la loro articolazione nelle diverse province, con riflessioni aggiornate sulle strategie e sugli strumenti di sostegno messi in campo dall’amministrazione centrale e  da quella regionale.